Alcune persone amiche mi hanno fatto rilevare certe mie esposizioni complicate, nel senso di una complessità di forma e di un contenuto a volte troppo elaborato. Ho spiegato loro, e lo specifico adesso, che parto da un presupposto molto preciso: non c’è persona, tranne qualcuno con grandi deficit cognitivi, che non possa per principio comprendere. Secondo me, la mentalità democratica ha infiltrato pesantemente anche il concetto di lettura e, con esso, dell’analisi del testo. In altre parole, ha facilitato la passività nelle informazioni, favorendo l’aspetto emotivo e superficiale, e contemporaneamente sacrificando il dispositivo razionale di approfondimento. Detto ciò, mi sono pensato di fare un piccolo test. Troverete due dichiarazioni, a distanza di pochi giorni, rilasciate da Andrea Scanzi. Cercate voi le incongruità e le contraddizioni.
L’unica cosa che mi permetto di ricordare, e che già più volte in altre circostanze ho sottolineato, quello che mi ha risposto il professor Giulio Maria Chiodi durante il Dottorato in Filosofia di fronte alla richiesta di semplificare un concetto sul quale stavamo discutendo. Testualmente si parlava di “decostruire il linguaggio ideo-affettivo e riportare il discorso al rigore concettuale”. Rispose testualmente: “il nostro compito è quello di fare le pulci a ciò che vediamo, a ciò che sentiamo e a ciò che leggiamo”. Ai lettori questo compito come arma in più per proteggersi dal becerume propagandistico che continua ad anestetizzare pensieri e coscienze.

19/5/2026
“Non me ne frega un cazzo della mediaticità del caso Garlasco…non ho alcun parere, non ho letto praticamente nulla, non me ne vanto ma neanche me ne vergogno perché tante persone che sanno tutto di Garlasco non sanno un cazzo dei Led Zeppelin, non sanno un cazzo di Gaber non sanno un cazzo di tante cose su cui io potrei fare lezione…e basta, ma abbiate un po’ di decoro…abbiate un po’ di rispetto, ma poi tutta questa certezza dall’una e dall’altra parte…quelli che sono sicuri che sia stato quello…quell’altro che sono sicuri che non sia stato quello…ma voi c’eravate?…non mi riferisco neanche a quelli che hanno studiato sicuramente il caso…, che un po’ ne sanno…ma questi scappati di casa che incontri al bar, al ristorante…ma sicuramente non è stato Stasi…sicuramente è stato… ma che cazzo ne sapete…avete una laurea…avete letto qualcosa sul tema…o avete solo sentito i soliti scappati di casa sui social o i soliti scappati dei casi in televisione.
Qualcuno me lo chiede anche, “ma secondo te è stato Stasi”, ma io che cazzo ne so, ma secondo voi, io c’ero… Voi mi direte che a quel punto non si può parlare di niente… è vero, infatti, non dovreste parlare di niente… Non si dovrebbe parlare di cronaca nera…ne parlino i magistrati, gli avvocati e i diretti interessati…la morbosità dell’essere umano…”.

18/5/2026
La persona colpevole dei fatti incresciosi, tragici e devastanti, che potevano finire molto peggio, è una persona con gravi problemi psichiatrici…I fatti di Modena non c’entrano niente con la dimensione religiosa. Il pazzo, letteralmente, che ha fatto quello che ha fatto andando a schiantarsi contro delle persone incolpevoli con la macchina non lo ha fatto perché voleva punire i cattolici, voleva difendere l’Islam, voleva fare chissà quali attacchi sebbene alcune dichiarazioni passate andavano in questa direzione, ma lo ha fatto perché è pazzo…Quindi, la matrice in questo caso, il movente per meglio dire, è un movente psichiatrico non terroristico…questo non è un terrorista. Questo è un malato che non sa neanche dov’è, che non è curato e che quindi ha fatto quello che ha fatto…È malato psichiatrico italiano, di seconda generazione e di origini marocchine…Sciacallare politicamente è patetico, è vile ed è anche sbagliato tecnicamente perché non è il caso che stanno narrando, non è andata come la stanno narrando…Tutto il governo ha giustamente insistito sull’eroismo di coloro che hanno inseguito e fermato il pazzo, con il piccolo particolare che la stragrande maggioranza di coloro che hanno fermato il pazzo erano stranieri, erano migranti, per esempio erano egiziani… Salvini e il governo parlano di questi temi non perché li sentono, non perché soffrono, non perché stanno male, ma lo fanno per alimentare l’odio nei confronti dello straniero e per lucrare elettoralmente politicamente sui fatti di cronaca nera…
Questo è l’elemento più tragico della vicenda, oltre ovviamente alle persone ferite per colpa di questo atto insensato, scellerato e criminale di questo malato psichiatrico.
A proposito di trasporti e infrastrutture vorrei ricordare a Salvini che questo malato mentale psichiatrico, che ha fatto quello che ha fatto a Modena, aveva ancora la patente…i malati psichiatrici, se non li segui, fanno quello che ha fatto lui…”

Breve riassunto. Da un lato, c’è la gente che parla di tutto senza essere studiata e senza avere minima conoscenza profondità dei fatti; dall’altro, c’è Scanzi che poco più che quarantott’ore dopo l’attentato di Modena, quando il criminale non era neanche ancora stato sentito dei magistrati, né tantomeno da qualche specialista in attesa di essere incaricato come perito, aveva già fatto anamnesi, diagnosi e terapia, non mancando ovviamente di parlare di sciacallaggio altrui, ritenendosi innocente dal proprio. Niente analisi sulla dinamica del fatto, su eventuali evidenze nella pagina social bloccata o sull’hard disk. Niente di tutto ciò. L’oracolo de “il Fatto Quotidiano” – con il linguaggio forbito da fine dicitore – sapeva già tutto in anticipo.
Forse, per mantenere salutare un buon senso critico, è meglio assorbire le parole di Nietzsche quando scrive “Non vedi le anime penzolare come stracci sudici e stracchi? – E di questi stracci fanno anche i giornali! Non senti come lo spirito qui sia diventato giuoco di parole? Un liquame schifoso di parole ne viene fuori! – e con questo liquame di parole si fanno giornali. […] La stampa e il rumore permanente del nulla”.
Scegliamo attentamente, quindi, cosa leggere, diventando refrattari a ogni forma di seduzione, di pubblicità e di manipolazione. Quantomeno filtriamo le parole di chi usa la doppia morale, i giudizi di comodo.