C’è una vecchia intervista di Massimo Giletti all’ex brigatista Raimondo Etro, in carcere per il rapimento Moro e la strage in via Fani, sul caso Cospito nella quale afferma testualmente che “la battaglia contro il 41 bis è una battaglia storica della mafia che purtroppo si è venuta a saldare con quegli anarchici […] quella banda di psicopatici, e con la sinistra che sta strumentalizzando questa situazione, anzi gettando benzina sul fuoco ancora rancorosa per aver perso le elezioni. […]. Lo Stato nei miei confronti si è comportato in maniera molto più tollerante e clemente di quanto saremmo stati noi se per assurdo avessimo vinto. […]. Noi abbiamo alle spalle la storia del comunismo che sotto l’idea, l’ideale della libertà ha creato poi un inferno”.

In questa serie di passaggi, a parte la correttezza intellettuale che dimostra Etro, è condensato il comportamento individuale e collettivo accertato di questa sinistra che “ha sostituito il mito sociologico del proletariato […] con il mito antropologico della diversità e dell’immigrazione”, secondo il perfetto giudizio di Costanzo Preve.

Per confermare la diffusa esistenza della sinistra psicopatia, è consigliabile il video diffuso dalla giornalista Francesca Totolo dal titolo “Trieste, situazione fuori controllo”. Mentre bande allogene, in gran parte giovanili, si esercitano in diversificati atti criminali dal centro alle periferie, un branco di disadattati, probabilmente inquadrati in una di quelle associazioni di volontariato – che l’unica cosa certa di volontariato è stata la rinuncia spontanea al raziocinio e all’onestà intellettuale – intonavano “Bella ciao” e si esibivano in contorsioni patologiche spacciate per balli tribali. Questa indecente manifestazione – un misto tra l’accoglienza criminale e l’idiozia ideologica – avveniva mentre la Polizia identificava diverse decine di clandestini che dopo aver invaso il centro città, si erano riparati e “si accampano nei magazzini del Porto Vecchio”, non distante dalla stazione ferroviaria.

Insomma, una nuova versione di un vecchio film, quello che documentava delle folle acclamanti all’arrivo degli invasori anglo-americani, che mostrava l’offerta di corpi femminili in cambio di sigarette e cioccolata, che denunciava gli stupri delle truppe marocchine, indifferenziati per sesso e per età.

Se questa forma ambigua di bontà si concretizzasse nell’accoglienza individualizzata, nel personale impegno economico, nella quotidiana disponibilità al prossimo, nulla da eccepire. Mentre questa viscida sollecitudine è solo un bluff, anzi una squallida operazione di immagine.

C’è chi, dentro questa falsa amorevolezza, attiva le autorità per una strada che non rispetterebbe l’isolamento della propria villa, che si guarda bene nell’offrire alloggio nella seconda casa delle vacanze, chi – testualmente – costruirebbe un ponte levatoio per difendere la sua proprietà. Questi personaggi sono quelli che chiamano le guardie per un vicino invadente, ma pretendono tollerare ogni tipo di intrusione altrui. Lo stesso borghese piccolo-piccolo che in un post scrive “Forza Salis!”.

C’è chi critica l’uso del taser, ma pretende la difesa della propria incolumità in caso di intromissione. Come quello che parla di rispetto delle regole, ma poi contesta le multe per divieto di sosta, inventando una prevaricazione delle autorità comunali.

Questo, nel piccolo, è ciò che risulta della vergognosa doppia morale della sinistra progressista. Nel grande, senza vergogna, mentre si nega una concreta emergenza della sicurezza sociale, c’è chi ha sempre una scorta a disposizione anche nelle giornate di un normale shopping – dire spesa e troppo volgarmente proletario.

La rivoltante indecenza, perciò, non riguarda una discutibile ma concreta disponibilità verso il prossimo, ma la strumentalizzazione che viene fatta per gli scopi più svariati, non ultimo quello, più psicologico che politico, di dare un senso alla propria esistenza, facendo dei derelitti e dei disadattati il meccanismo di giustificazione della propria immeritata fortuna.

Alla fine si può ben dire che un perfetto riassunto di quella che è, nella tragedia e nella farsa, l’attuale ideologia della sinistra, è di Vittorio Feltri il quale ha scritto che essa “ha fatto dell’illegalità, una virtù e della delinquenza, una bandiera”.

Che poi le conseguenze ricadano sul popolo, peggio per il popolo.

P.S.: ogni riferimento a fatti e persone è volutamente intenzionale.