Rivediamoci la già pubblicizzata intervista al Presidente Emerito Francesco Cossiga sulla Costituzione Italiana, e poi capiremo meglio tutto lo svolgersi in peggio della gestione della Repubblica resistenziale.
“La peggiore Costituzione adottata nel dopoguerra in Europa”, e riportando questo giudizio del più grande costituzionalista britannico, Cossiga offre anche una precisa motivazione di questo parere: “perché era un accordo – tu non fai la rivoluzione, io non ti metto fuori legge”.
Altro che la retorica degli intenti comuni, di un nuovo spirito comunitario, di un’attivazione condivisa per il bene del popolo e la sovranità nazionale! Era tutto un bluff, da bel principio.
La Costituzione italiana è un patteggiamento tra soggetti diversi ma uniti in un unico progetto criminoso che va dagli accordi con la mafia italoamericana per l’invasione dell’Italia, che continua nell’assegnazione di posti cruciali dell’amministrazione e del potere politico ai diversi elementi dei mammasantissima fino all’ultimo picciotto, poi prosegue con una metodica ricostruzione storica falsificata delle sue stesse origini, fino ad arrivare a quelle forme collusive perfettamente denunciate da Berlinguer in un’intervista su la Repubblica: “I partiti non fanno più politica […] hanno degenerato e questa è l’origine dei malanni d’Italia. […] i partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela […] gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori”. Ed era il 18 luglio del 1981.
I fenomeni esibizionisti gestiti da un guitto pur esibizionista, avevano tre punti di programma per la rifondazione del potere: il dimezzamento degli stipendi, eliminazione dei vitalizi, la ridistribuzione di 30 miliardi di privilegi. Tutto falso! Tutto premeditatamente falso!
È cambiato qualcosa con i propositi della finta opposizione, prima, e dopo, una volta vinte le elezioni con la conquista del governo? Nulla! È cambiato qualcosa nella decennale gestione sinistra e tecnica sempre dell’inalterato potere? Nulla!

La gestione criminale della fantasiosa pandemia ne è la dimostrazione. Come già detto, essa è stata una cinica e spregiudicata operazione di ingegneria sociale, con il popolo offerto in comodato d’uso per una sperimentazione voluta dalla potenza finanziaria di Big Pharma dopo l’incontro negli Stati Uniti dell’allora Ministro della Salute Beatrice Lorenzin accompagnata da Sergio Pecorelli, Presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco. Dov’erano le opposizioni critiche?
C’è un precedente significativo che bolla come un contrassegno di peccato originale tutta la questione vaccinale. Fu quando, precisamente il 22 ottobre del 2015, sempre il Ministro dichiarò il falso durante la trasmissione Piazza Pulita: con lo scopo di ufficializzare l’obbligatorietà vaccinale nei bambini, mentì sui morti che ci sarebbero stati nel Regno Unito, venendo clamorosamente smentita nelle sue menzognere affermazioni dallo stesso Governo inglese. Per quel fatto, molti avvocati presentarono in diverse Procure degli esposti, nei quali venivano ravvisati i reati di procurato allarme e abuso della credulità popolare. Il tutto finì archiviato senza alcun procedimento nei confronti della menzognera.
È stato prodotto un saggio sul terrorismo informativo, la manipolazione di massa e la dittatura sanitaria, in cui si specificava con assoluta precisione le modalità di intervento e di manipolazione sulla questione del Covid-19 ad aprile del 2022.

Il 1° settembre dello stesso anno, decidemmo di attaccare direttamente il fenomeno ministeriale che passa sotto il nome di Roberto Speranza, analizzando punto per punto il suo esilarante diario, quando questo era già stato ritirato dal commercio e mandato al macero.

Tutto il sistema ha continuato imperterrito a produrre fandonie, a reggere imposture, a sostenere inganni, a puntellare negazioni, a favorire occultamenti. Tutte le rappresentanze parlamentari – a parte gli scontati e patetici giochi di ruolo con le oppofinzioni, come le definisce Grandi – si sono assicurate un reciproco sostegno di fronte alle richieste di verità dell’opinione pubblica pensante.
Non so se qualcuno si sia fatto delle illusioni sul raggiungimento di questa verità. Personalmente, no. Quando un governo assegna il compito di fare chiarezza a colui il quale è stato il referente di un ministro che ha avuto il ruolo di fabbricare menzogne, ed un presidente della Repubblica premia al merito per la sanità uno che a tutti gli effetti e come minimo dovrebbe trovarsi sul banco di imputati, è chiaro l’antico messaggio di Tancredi: “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”.
Per ritornare al discorso della peggiore Costituzione di cui parlava il Presidente Cossiga, tutto coincide e tutto si conferma nell’inquinato esercizio del potere di questa democrazia.
Un antico saggio del 1992 titolava: “I padrini della Patria” nella fondazione mafiosa della nostra Repubblica, per cui nessuno si può meravigliare se questa canonizzata Costituzione venga intesa come un lavoro di cesello tra i singoli padrini costituenti.

La farsa pandemica, con annessi e connessi, è stata un progetto gravissimo dal punto di vista sanitario, etico e legale perché cinico e premeditato, che ha coinvolto dal Papa al Presidente della Repubblica, da intellettuali affermati nel mainstream a conduttori equivoci della comunicazione, da pseudotecnici con equivoche motivazioni e dubbie finalità agli apparati giudiziari, fino alle più disparate figure di attori, cantanti, influencer ed altri ameni figuranti. Quanto è accaduto non può essere accessibile alla verità: nelle reciproche complicità vige il gioco del fiammifero acceso e nessuno vuole iniziare per primo.