“La sinistra è la malata d’Europa”, titola “La Verità”. Clamoroso errore diagnostico! Sarebbe come a dire, tanto per fare alcuni esempi, che la glicemia è la causa del diabete, che il mal di denti è la causa della carie, che la cefalea è la causa dell’ipertensione, e così via via sbagliando.

È la sinistra il morbo dell’Europa.

Prendo lo spunto dal video di ieri mattina, messo in onda da Augusto Grandi: una ragazza di 18 anni viene aggredita e violentata mentre aspetta il treno in una stazione del milanese, e qualche esperimento malriuscito della natura matrigna posta un commento che colpevolizza la vittima in quanto si era illusa di poter prendere un mezzo pubblico alle undici di sera in quella zona.

L’Inghilterra è un fulgido esempio negativo della mentalità disfattista. È stata aperta un’inchiesta su un fenomeno criminale perpetrato da pakistani: precisamente lo stupro di migliaia di bambine, per la maggioranza bianche, provenienti da ambienti disagiati, drogate e stuprate per essere poi avviate alla prostituzione. Tutto era noto dal 2011 grazie ad un’inchiesta giornalistica, ma le autorità avevano chiuso un occhio per non venire accusate di razzismo, il tutto in nome del politicamente corretto e del multiculturalismo. Dopo 25 anni dall’esordio e 14 dalla diagnosi, secondo una mentalità e una prassi transnazionali.

La criminalità organizzata italiana – la ‘ndrangheta in primo piano – assieme ad altre organizzazioni latino-americane da anni scarica in Europa, tonnellate di droga, intossicando e distruggendo intere generazioni. Mentre si attiva il solo solito inutile allarme puramente demagogico sul crescente uso di nuove sostanze come il famigerato fentanyl, il Comune di Bologna distribuirà delle pipe di alluminio per fumare il crack, sempre per la solita idiota presunzione di ridurre il danno. Con buona pace degli avvertimenti di Paolo Borsellino.

Nonostante la pressante pubblicità di tutti quegli eventi di criminalità e di violenza nei confronti delle donne, che quotidianamente sono a rischio in tutte le città, c’è una sinistra censura nell’evidenziare la massiccia quota allogena in questi fatti, fino al punto di arrivare a contestare la presentazione di un saggio-inchiesta di denuncia ed impedire di parlare alla madre di Pamela Mastropietro, la ragazza che venne stuprata, assassinata e fatta a pezzi da Innocent Oseghale. La cretineria sinistroide evoca il patriarcato, gioco facile e perdente che può far presa solo sulla diffusa malafede e ignoranza.

Mentre normali cittadini si attivano volontariamente per il controllo del territorio, soprattutto nei luoghi più a rischio e nei momenti più favorevoli all’attività criminale, spuntano i malpensanti della mafia antifascista pronti a denunciare visionarie marce, rischi autoritari e derive liberticide. Tutto sotto l’egida dell’istituzioni, che da un lato rifiutano di riconoscere la reale insicurezza dei cittadini spacciandola per percezione, mentre dall’altro esaltano la legge e la sua perfetta amministrazione del controllo e della punizione. Da un vaneggiamento all’altro il passo è breve.

Non è che a livello giudiziario le cose vadano meglio, perché c’è sempre un occhio di riguardo per il povero clandestino, per l’emarginato spacciatore, per il rom a causa del suo disagio esistenziale, per tutti quelli che non sono bianchi, eterosessuali e vagamente destri. Del resto, come ha dichiarato Carmen Di Genio – di cognome non di fatto – avvocato e membro del Comitato Pari Opportunità della Corte d’Appello di Salerno ad un Convegno Nazionale sulla sicurezza e la legalità: “Non possiamo pretendere che un africano sappia che in Italia, su una spiaggia, non si può violentare, probabilmente non conosce questa regola”.

Tutta questa deriva è sostenuta dalla sinistra, sempre accondiscendente e impegnata a difendere gli pseudodiritti altrui.

È questa sinistra che sta ammorbando l’Europa con i suoi veleni tossici dei nomi specifici: accoglienza, buonismo, ottimismo, doppiogiochismo, mistificazione. Un morbo che manifesta quel grave disturbo psicotico caratterizzato da due manifestazioni specifiche come negazione e proiezione – disconoscimento di un problema e scarico di responsabilità su altro, che però non offusca la cinica irresponsabilità. È l’eterna tara di adottare il nemico è con esso allearsi per agire contro gli interessi del popolo e della nazione.

Non c’è paese europeo che si salvi da questo morbo, perché dovunque si manifesti una reazione spontanea, scatta immediatamente un antidoto politico, giudiziario e propagandistico per stroncarla sul nascere, e di aborti la sinistra se ne intende.

Il problema, però, è la mancanza di coraggio dei sedicenti e finti oppositori ad affrontare con chirurgica determinazione questa malattia che ha letteralmente metastatizzato i popoli e i governi.

Per ritornare alla metafora della diagnosi, un grande clinico, sui cui testi abbiamo studiato, scrisse un avvertimento che si confà perfettamente, come metafora, alla questione in esame: “Il medico pietoso fa la piaga infetta”. Di fronte a un tumore al polmone, o all’intestino, o una gamba in cancrena sarebbe semplicemente criminale organizzare gruppi di consapevolezza sui danni del fumo, sulla cattiva alimentazione o sui batteri anaerobi. Se si vuole salvare una vita, la terapia deve essere necessariamente cruenta e radicale, e nessuno imputerà al medico una minima crudeltà, ma gli sarà riconoscente per la guarigione.

Se questi principi si applicassero alla politica, ci sarebbero meno perdite di tempo in chiacchiere e più attività fattiva e rapida.

Per concludere con un chiarificatore simbolo storico: l’impero romano d’Oriente crollò perché mentre i turchi di Maometto si apprestavano alla conquista di Costantinopoli, i teologi bizantini continuarono imperterriti a disquisire della sterile e inutile eventualità dell’esistenza del sesso degli angeli.

Per la contemporaneità, un appello: ridateci i vecchi comunisti, quelli del partito d’ordine – anche secondo le considerazioni del compagno Federico Rampini – che farebbero sparire questa feccia fatta di disfattisti e di disertori.