C’è un vecchio video recuperato casualmente in occasione della rilettura del libro di Marcello Foa “La società del ricatto” in cui la giornalista Claudia Fusani, esattamente il 6 maggio dello scorso anno durante la trasmissione “L’aria che tira”, dice testualmente: “Considero Vannacci il nulla assoluto su cui non va sprecato neanche un secondo di tempo… È una persona pericolosa perché fa affermazioni pericolose…”.

In “Accordi e Disaccordi”, sempre a proposito di Vannacci, Andrea Scanzi afferma: “Ridotti a parlare di Vannacci denota un crollo verticale del livello culturale e politico di questo paese… Il libro specifico dal punto di vista culturale e qualitativo è imbarazzante… a 3-4 anni probabilmente scrivevo meglio di come scrive Vannacci”. Per inciso, non può mancare l’accenno a due indagini in corso per procurato allarme e istigazione all’odio razziale con l’usuale mellifluo e colpevolizzante atteggiamento, se non altro è un punto di vista etico. Che poi tutto si concluda con un nulla giudiziario diventa un fatto secondario, perché, come sottolinea Foa, “Le sentenze di assoluzione non fanno share”.

Tomaso Montanari, altro guru asceso ai piani alti del pensiero omologato, in un’intervista con Peter Gomez del 22 maggio dell’anno in corso definisce – anche lui con un tono caratterizzato in maniera mista tra l’enunciazione della verità e il verdetto da inquisitore – definisce Zeffirelli un “insopportabile mediocre” al quale “avergli dedicato funerali solenni, le strade, le piazze significa aver perso veramente la bussola…una figura disastrosa artisticamente e umanamente”. Della Fallaci ha parlato come della “orrenda Oriana che usava un linguaggio violento e fascista…ed è stata una seminatrice di odio in modo drammatico”. Alla fine dell’incontro, parlando del fatto che nell’università di cui è rettore non era stata esposta la bandiera a mezza asta per la morte di Berlusconi, ha rivendicato l’autonomia di decisione dell’università, per qualunque tipo di iniziativa in nome, ovviamente della libertà di parola e di pensiero – anche per le iniziative non proprio corrette degli studenti – ma non risulta che mai in nome di questa libertà si sia espresso contro l’ostruzionismo nei confronti di Papa Ratzinger per l’eventuale presenza all’università La Sapienza di Roma nel 2007 in seguito ad alcune sue considerazioni teologiche sul processo a Galileo.

Si arriva poi al tempo attuale in cui Corrado Formigli commenta il suo rinnovo del contratto con La7 fino al 2030 con una dichiarazione esilarante: “È la rete più libera e indipendente”, talmente libera e indipendente che in una epica trasmissione del 24 aprile del 2022, assieme a Cecilia Sala, la martire degli ayatollah, commentava con piglio tecnico e linguaggio guerresco la situazione bellica a Mariupol, e descriveva con dovizia di particolari un bunker antiatomico che in realtà era il progetto di un gioco da tavolo, mai realizzato e denominato Blackout. Insomma, due grandissime figure di merda, per dirla con la fantastica uscita di Emilio Fede, con una grave ricaduta – per quanto riguarda la mia competenza a riguardo degli aspetti emotivi e cognitivi della comunicazione – sull’impatto, per certi versi difficilmente modificabile sull’opinione pubblica, anche in caso di smentita ufficiale.

Sarà una forma di nostalgia, ma quando penso a questi fenomeni che si spacciano per analisti politici, per inossidabili intellettuali e quindi rappresentanti dell’intellighenzia contemporanea, il ricordo va a Costanzo Preve, quello sì un uomo di approfondita cultura e di onestà mentale, quando denunciò in una nota intervista non solo il tradimento degli intellettuali rappresentati da Umberto Eco, ma un “processo di marcescenza in atto”. Secondo Preve, e condivido, la generazione di Eco prima si è impegnata nella liberalizzazione dei costumi chiamandola progresso, poi, dopo un passaggio attraverso il freud-marxismo sono arrivati direttamente alla dissoluzione. Ritenendo il mondo senza senso, l’unica modalità per dargli senso è crearsi un nemico, ed in questo caso Eco ci sta benissimo con il suo fascismo eterno. Così, “dopo avere avvelenato i pozzi e aver sporcato tutto, a causa della personale delusione”, dopo avere – parole testuali di Preve – utilizzato “il loro reddito di posizione, la loro occupazione quasi militare dei principali mezzi di comunicazione di massa, media televisivi, editoriali e universitari, e questo è un fatto osceno”, dopo tutto ciò, senza ritegno e senza orrore di se stessi, questi signori applicano con cinismo strafottenza quel metodo chiamato “character assasination, distruzione della personalità” di cui parla Marcello Foa.

Attacco morale? Discredito? Infamità? Dipende dalla prospettiva e dall’utilità. Se esercitati parte da loro è senso critico, diritto di opinione, denuncia di verità; se parte dagli altri diventa subito un’operazione iniqua, un sopruso ideologico, una falsificazione revisionista.

È la teoria dei nuovi Mandarini, meschini distruttori e rancorosi verso tutto ciò che non rientra nel loro mondo senza senso e senza gloria.