C’è ancora chi persiste nella definizione incongrua di ‘studenti’ per quei fenomeni antisociali che continuano imperterriti nei comportamenti distruttivi in Francia, specialmente, ma anche in altri paesi europei, con la scusa platealmente incongrua e insostenibile di protestare per la situazione scolastica in termini sia di insegnamento che di edifici.

Questa inamovibile interpretazione è letteralmente impermeabile non solo alla stessa valutazione ragionata e approfondita dei fatti, ma addirittura alla realtà documentata dai video e dalle dichiarazioni di alcuni suoi discutibili rappresentanti.

Aldilà delle valutazioni psico-sociologiche degli individui e degli avvenimenti di cui sono protagonisti, è interessante valutare la dinamica e la strategia di ciò che sta accadendo.

Cominciamo con il termine più adeguato e corrispondente all’oggettività dei fatti.

Si intende per “orda” un insieme consistente, indifferenziato e caotico di individui che sono uniti in un comportamento distruttivo con il solo fine di dare sfogo alla violenza attraverso azioni caratterizzate dalla sola volontà devastatrice – dall’incendio delle scuole e dei supermercati alla distruzione di beni mobili e immobili siano essi pubblici o privati, dal saccheggio di ogni tipo attività commerciale all’aggressione fisica di rappresentanti delle forze dell’ordine e di comuni cittadini. Orde, quindi, non movimenti di protesta.

A riguardo di quello che sta succedendo in diversi paesi europei, Amjad Taha, esperto in strategia militare e analista strategico degli Emirati Arabi Uniti, in una intervista ad “EuropaOggi”, quindicinale telematico di attualità e cultura, ha avvertito i responsabili politici di Occidente dell’operazione in corso da parte dei Fratelli Musulmani dell’occupazione nel nostro territorio attraverso “una invasione pianificata senza armi”. L’infiltrazione iniziata molti anni fa è accelerata dei movimenti giovanili dentro i quali sono infiltrati giovani terroristi, come documentato da fatti di cronaca anche recenti.

Molti episodi vengono sottovalutati e circoscritti a singole esternazioni patologiche: prendiamo il caso, nel ‘piccolo’, del ventitreenne che ha aggredito il parroco di Bellariva e distrutta la statua della Madonna, per non parlare di sacerdoti sgozzati e di chiese distrutte – diverse centinaia solo in Canada.

In questo momento, la Francia è l’obiettivo principale a livello europeo dell’attacco islamista contro la nostra civiltà, usufruendo di una massa di manovra giovanile particolarmente succube di fronte all’influenza degli imbonitori della mezzaluna. Il problema poi si complica con il supporto sconsiderato è vergognoso della sinistra istituzionale.

 

Di fronte alle palesi mistificazioni della stampa ufficiale, l’unico che si espone a dire la verità sugli obiettivi del suo partito è Jean-Luc Mélenchon che in un’intervista-video ha dichiarato che “il genere è cambiato…Ceppo di cosa? Cristiano? C’è un esodo mai visto nella storia di Francia…è in atto un processo di creolizzazione attraverso questa mescolanza…il vecchio mondo non esisterà mai più”. In aggiunta, l’arnese disfattista della sinistra giacobina, a sostegno della sua posizione filo islamica ha avvertito, per dare un ultimo e definitivo supporto alla sostituzione etnica dei francesi, che “Se contate sugli operai bianchi cattolici per instaurare il socialismo in Francia, non accadrà”. Insomma, un appoggio diversificato ma convergente con quello che è emerso in Italia e pubblicato su “La Verità, “dal 2019 al 2024 (ultimo bilancio disponibile), la Cgil ha versato 850.000 € all’unione degli universitari italiani e alla rete degli studenti medi superiori”. Quindi, massa di manovra da usare per gli scopi più disparati.

Niente di nuovo, quindi, sull’alleanza perversa tra una sinistra internazionalista e l’islamismo conquistatore, grazie alla credulità dei compagni che credono di gestire un’invasione a scopo elettorale, senza rendersi conto che in caso di vittoria sarebbero comunque i primi a non poter partecipare al voto.

Quanto sta succedendo in Francia non ha quindi nulla da spartire con richieste ideologicamente formate e strutturate come è avvenuto negli anni ‘70 in Italia e altrove.

Visto che si parla di sinistra – e possiamo ben dire con fatti e documenti che la genericamente intesa destra nulla mai ha avuto a che fare con devastazioni e incendi di tale portata e di tale inutilità – è interessante vedere come si siano diversificate le posizioni, anche a quei tempi su due terreni diversi. Da un lato c’era chi, come Toni Negri, invocava posizioni spontanee e azioni altrettanto istintive nelle azioni di massa agendo sul malcontento generalizzato e su una forma diffusa di antisocialità, mentre dall’altro versante ideologico, c’era un Oreste Scalzone con una visione di tipo leninista che richiedeva una struttura organizzativa ed un apparato strategico.

Del resto la sinistra ha sempre fatto leva sui malumori e sui disagi sociali e mentali delle frange emarginate, e lo ha dichiarato ufficialmente l’ex brigatista Raimondo Etro in una trasmissione diretta da Massimo Giletti a proposito della battaglia contro il 41-bis e sostenuta dagli anarchici del gruppo di Cospito: “una banda di psicopatici, con la sinistra che sta strumentalizzando questa situazione”.

Niente rivolte studentesche spontanee e ideologicamente strutturate, ma allora come adesso, una sinistra psicopatica che strumentalizza le rivendicazioni islamiche e gioca sporco sulle spalle dei giovani e del popolo in genere.

Di fronte a una dichiarazione di vero e proprio conflitto nei confronti dell’istituzioni, della cultura, della stessa identità dei popoli europei, quali strumenti intende porre in azione il potere costituito per la difesa della nazione e della comunità? Qual è il margine di tolleranza che i singoli Stati possono ancora esercitare nei confronti delle orde distruttive?

 

 

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